Era luglio

In superficie la tempesta scandisce le ore.
Dopo che la nebbia si è dissolta
la luce scorre tra gli alberi senza accecarmi.
Aspetta la sera
quando il contatto ritorna!
La folla mi estranea, cerca degli amici,
trova il ghiaccio,
morbido artificio sparso tra le conifere.
In estate vivo tra i fiordi,
la loro luce è accogliente,
assume il mio controllo.
La risposta affiora nel movimento del fogliame.
Concentro lo slancio a lungo.
L’aria della città quando è troppo umida
comincia a sognare e a liberarsi.
Lo spazio mi ha dimenticato,
ora sono libero di entrare e uscire.
Gli alberi vivono tra la folla senza notarla.
gli alberi invisibili trasportano innumerevoli strade,
spingono le acque in profondità,
danzano con i venti e i lampi nelle polveri
del deserto che avanza.

Informazioni su Percezione

Italiano,55enne,appassionato di comunicazione.
Questa voce è stata pubblicata in comunicazione, corpo, cosmo, letteratura, parola, percezione, poesia, prosa e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

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