1 Tra percezione e hatha yoga

Lo scritto seguente e i prossimi se indicato, sono scritti decisamente tecnici e specializzati
circa le mie peripezie condotte tra la percezione e lo hatha yoga. Le opinioni sono
del tutto personali, mutevoli e riproducibili.

Il corpo è più di quanto io stesso possa essere,
è sempre prima e dopo e con me,
non ha bisogno di alcuna creatività rappresentativa,
non ha bisogno nè del soggetto, nè dell’oggetto.
Quando il corpo è attivo sono già fuori
dalla realtà ordinaria e posso essere unito
alla percezione ordinaria senza soffrirne.
Ogni immagine, suono, o elemento della natura- pressione del vento,
dell’acqua, del calore- esercita
una sua pressione sul mio corpo e per me ciascuno di essi è una preziosa
occasione di concentrazione, stupore, possibilità di modificazione,
da cui scaturisce un’ immediata presenza di percezioni non ordinarie.
Anche le mie stesse immagini interne, suoni e pressioni ed elementi sono
occasioni altrettanto preziose.
Le immagini che si manifestano nel corso della pratica degli asana
sono ottime pressioni dalle quali lasciarmi concentrare.
Non rappresentano niente di reale, come d’altra parte reale non sono
le immagini della natura, nè i suoni nè gli elementi naturali,
sono semplicemente manifestazioni da cui lasciarsi cogliere e da cogliere.
Il mondo delle cose prodotte da noi umani è invece spesso non
benefico, esercita sì pressioni e concentrazioni ma che inducono a
rafforzare la mia permanenza all’interno della percezione ordinaria.
Anche le mie emozioni e desideri esercitano le loro pressioni e mi
concentrano in vari modi. Esse se vissute con amore o estrema sincerità-
la sincerità non è necessariamente amorevole- possono arrivare a dissolvere
la percezione ordinaria molto rapidamente.
Io mi occupo del passaggio.
Esiste un momento in cui la percezione esterna e interna cominciano a
unire invece che a dividere, cominciano a parlare.
Sembra che sia la Natura a manifestarsi in un altro modo,
non voglio definire cosa succede, è quel che succede a definirsi da solo,
quel che si manifesta si modifica, connette, ramifica, fonde, dissolve,
intensifica pur rimanendo così come appare nella percezione ordinaria.
La percezione ordinaria rivela il suo aspetto non ordinario in modo
semplice e spontaneo. Non c’è che percezione, ordinario o non ordinario
sono modi del mio apparire.

Informazioni su Percezione

Italiano,55enne,appassionato di comunicazione.
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