Mattino

Nel giardino d’aria l’erba nutre se stessa, rarefatta,
pressata dalla brezza, molti cuori attorno,
fiducia, abbracci che svaniscono nell’acqua,
il fiume s’inabissa tra le vertebre.
Poi la luce nella campagna, il freddo mi spinge nel cielo,
bagliori del fiume invadono la pelle,
tra gli alberi libero il respiro,
la mattina, il canneto ricoperto di brina,
il volto estatico nella nebbia leggera.

Informazioni su Percezione

Italiano,55enne,appassionato di comunicazione.
Questa voce è stata pubblicata in comunicazione, corpo, letteratura, parola, percezione, prosa e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

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