Canto

Il cuore ripete il suo canto,
conta sulla natura per non sbagliare,
il vento era neve, gelo e felicità.

Il cuore assume la sua forza, scorre
nel fiume, accoglie il livore del cielo,
le montagne prive di pensieri cantano e sommergono.

Ho vissuto nel pomeriggio. Incolore, presente.
Nel sudore della corsa ho perso la mia umanità.
Il canto sopporta la mia presenza.
Un gioco errante, le labbra piene di sabbia,
lo sguardo inferocito,
lo sguardo abbraccia nello slancio,
si allaccia alle mangrovie,
trova l’approdo senza ombra.
nessuna esitazione. Quasi una preghiera.

Le esitazioni del mio volto vibrano nei riflessi
del fiume, un salto, una grande forza senza ali,
un offerta alla natura, non siamo tutti uguali.

Non scordo niente, per questo corro molto.
E affondo oltre la risacca dell’amore,
non amo amare, guardo la luce
spegnersi nei miei occhi,
la pressione del cielo accendere il canto
nel mio ventre,
il cuore silenzioso,
l’eco della vita è l’oceano,
la speranza che mi unisce.

Informazioni su Percezione

Italiano,55enne,appassionato di comunicazione.
Questa voce è stata pubblicata in comunicazione, corpo, cosmo, letteratura, parola, percezione, poesia, prosa e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

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